Grazie Presidente Mattarella, il prossimo segua il suo esempio


Il Forum delle associazioni antifasciste e della Resistenza invia un caloroso saluto al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e lo ringrazia per la strenua difesa della Costituzione repubblicana nei sette anni del suo mandato.   continua



Chivasso ricorda due anniversari importanti:

la Dichiarazione delle popolazioni alpine

e il gemellaggio con Ventotene

L’evento si è tenuto martedì 21 dicembre alle ore 16,45 nel Teatrino Civico di Chivasso, promosso dalla sezione Anpi “Boris Bradac” del Chivassese, dal Comune di Chivasso, dal Movimento Federalista Europeo, con la collaborazione dell’Istituto Superiore Europa Unita e del Liceo Newton.

“Valori delle libertà in una Europa federale” è il filo conduttore della giornata a 78 anni di distanza dalla firma della Dichiarazione dei rappresentanti delle popolazioni alpine nota come Carta di Chivasso a Palazzo Tesio. La Carta fu firmata nel 1943 durante un convegno clandestino organizzato da esponenti antifascisti  della Resistenza delle valli alpine, di diversa provenienza, la Valle d’Aosta e le Valli valdesi, e di differente estrazione politica e religiosa, per definire un progetto di autonomia federale per le regioni alpine nel quadro di un’Europa federale: Émile Chanoux ed Ernesto Page, della resistenza valdostana, Giorgio Peyronel, Osvaldo Coisson, Gustavo Malan e Mario Alberto Rollier, di quella valdese. Mancavano all’incontro Lino Binel, arrestato dai fascisti, e Federico Chabod, che aveva però fatto pervenire ai convenuti il suo “testo preliminare”.

Si tratta di un importante documento programmatico che vede nel federalismo la strada per la ricostruzione dello Stato italiano dopo il ventennio fascista. È uno dei testi fondatori, insieme al Manifesto di Ventotene, che, scritto nel 1941 da oppositori del regime, Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi, al confino nell’isola laziale, propone il federalismo europeo come la strada per assicurare un futuro di pace e di democrazia all’intero continente. Questo documento per la promozione dell’unità europea è stata onorato con gli interventi di Gerardo Santomauro sindaco di Ventotene, città gemellata con Chivasso, collegato in streaming e della storica e giornalista direttrice della Fondazione Nocentini Marcella Filippa, autrice del libro “Ursula Hirschmann Come in una giostra”. 

I lavori sono stati aperti dal sindaco di Chivasso Claudio Castello e dal sindaco di Ventotene Gerardo Santomauro con lo scambio di saluti.

Dopo il sindaco di Chivasso, a seguire, hanno relazionato il segretario del Movimento Federalista Europeo Piemonte Stefano Moscarelli e Frédéric Piccoli della Gioventù Federalista Europea di Aosta, con la moderazione di Vinicio Milani presidente della sezione Anpi “Boris Bradac” che ha sostituito il prof. Fabrizio Spegis.

La mattinata invece è stata dedicata agli studenti chivassesi. Alle ore 9, l’iniziativa ha interessato l’Istituto Superiore Europa Unita, mentre alle ore 11 il Liceo Newton. All’incontro con i giovani hanno preso parte la vicesindaco e assessore alla Cultura Tiziana Siragusa, Vinicio Milani dell’Anpi, i rappresentanti del Movimento Federalista Europeo di Chivasso Libero Ciuffreda e Andrea Torasso ed il presidente della Gioventù Federalista Europea di Aosta Vivien Bovard.

Nell’incontro con i giovani è stato ben schematizzato il contenuto della Carta di Chivasso in tre punti fondamentali. Il primo è dedicata alla rivendicazione dell’autonomia delle Vallate alpine nel campo politico-amministrativo avente come modello di riferimento quello dei cantoni svizzeri;il secondo quelli della cultura e dell’istruzione con la rivendicazione del bilinguismo;il terzo in quello dell’economia con un controllo sulle risorse locali e forme di autonomia fiscale.








25 APRILE 2021 - CHIVASSO
(video posa corona monumento a tutti i Caduti)

 

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25 Aprile, festa nazionale che ricorda il coraggio, la lotta e il sacrificio di tante donne, uomini, giovani contro la dittatura e l'occupazione. Un evento che porterà nelle case e nelle coscienze di tutta Italia la centralità della Resistenza nella conquista della libertà e nel processo di ricostruzione materiale, democratica, civile del Paese dopo gli incalcolabili danni – guerra, miseria, leggi razziste, stragi contro innocenti – provocati dal fascismo e dal nazismo. Ideologie di violenza e prevaricazione che ancora oggi sopravvivono nelle frequenti espressioni e azioni di odio e razzismo in particolare nella comunicazione web e social. 
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Diverse sezioni Anpi tra cui Chivasso e Montanaro insieme ad altre hanno promosso con lo storico Eric Gobetti sul libro “E allora le Foibe?”, il 3 febbraio, con lo storico Davide Conti che ha presentato il libro "L'occupazione italiana dei Balcani. Crimini di guerra e mito degli italiani brava gente", il 7 febbraio e il prossimo 17 febbraio con gli storici Carlo Greppi e Francesco Filippi su: L'Antifascismo e la Resistenza partigiana alla prova del "giorno del ricordo" - Come e perché i neofascisti oggi rialzano la testa. In rete, qualcuno grida che siamo negazionisti.
L'Anpi non è negazionista, ne tanto meno il sottoscritto e chi lo afferma certamente non sa di cosa sta parlando.
Il primo e vero negazionismo è stato quello delle destre nei confronti della Resistenza, e della Shoah a partire dal Movimento sociale italiano fino alle destre di oggi". 
Con le iniziative promosse dall’Anpi non si negano le vicende delle foibe. Questi incontri, attraverso l’aiuto di studiosi, storici e ricercatori, cercano di comprendere storicamente “le foibe”, mettendole in relazione alle dinamiche della seconda guerra mondiale (vale a dire all’occupazione militare della Jugoslavia da parte delle truppe italiane e tedesche) e alla precedente «nazionalizzazione» forzata delle minoranze slave da parte della dittatura fascista. Infatti la stessa legge che istituisce il Giorno del ricordo del 10 febbraio segnala quei fatti come parte di una «più complessa vicenda del confine orientale>>.
Purtroppo nel nostro Paese la memoria è sempre monca, si dovrebbe ricordare tutto, non solo quello che ci fa comodo, di certo – per quel che riguarda il fascismo e il periodo coloniale, anche prefascista – la gente, le istituzioni e la scuola non ricordano le responsabilità italiane in stragi e genocidi: dall’Etiopia alla Libia, dalla Somalia (abbiamo ottimi primati nell’uso dei lager e gas) fino – appunto – ai territori occupati nell’ex Jugoslavia. Su quest’ultimo fronte, quasi nessuno racconta che quella ingiustificabile carneficina operata dai titini era stata preceduta dai massacri compiuti dagli italiani agli ordini di Mussolini.
Quanti hanno mai sentito parlare del campo di concentramento per internati civili di Arbe (oggi Rab, in Croazia), voluto e gestito dal Regio esercito italiano tra il luglio ’42 e l’8 settembre ’43, è stato il peggior luogo di internamento italiano della Seconda guerra mondiale. In circa 15 mesi, si stima che nel campo siano morte per fame, freddo e malattie circa 1500 persone, tra cui 163 bambini. Complessivamente, per il campo sarebbero passate almeno 10 mila persone, inclusi vecchi, bambini e donne. 
Purtroppo, il mito “italiani brava gente” ci ha impedito troppo spesso di ragionare su queste cose.




 

Oggi, 21 dicembre 2020, è arrivata la pietra d'inciampo in memoria di Ester Ernesta Sacerdote che dovrà essere posata in Piazza della Repubblica (già piazza Vittorio Emanuele II) a Chivasso dove risiedeva e dove aveva il negozio, restituendo così la sua individualità a chi si voleva ridurre soltanto a numero. Purtroppo, causa l’aumento dei contagi Covid 19 in tutta Europa e possibili blocchi, Gunter Demnig non si sposterà in Italia nel gennaio 2021, in tal caso la pietra d’inciampo ci è pervenuta ugualmente e provvederemo noi a metterla in posa. 



Ernesta Sacerdote fu arrestata insieme ai figli Abramo e Rosa Segre mentre si trovavano nella loro abitazione. In un primo momento furono rinchiusi nelle carceri “Nuove” di Torino. Trasferiti nel penitenziario milanese di San Vittore a fine novembre, il 6 dicembre vennero messi sul convoglio ferroviario n.5 che li portò ad Auschwitz dove arrivarono l'11 dicembre e superarono la selezione per il lavoro forzato. Moriranno dopo il settembre 1944 a causa delle difficili condizioni di prigionia, come si apprende da “Il libro della memoria: gli ebrei deportati dall'Italia, 1943-1945”).  Ai fratelli chivassesi che frequentarono il liceo "Berti" di Torino,  l'artista tedesco Gunter Demnig ha posato le pietre in loro memoria il 22 gennaio 2019.

Gianfranco Pagliarulo 
è il nuovo Presidente nazionale ANPI



 Ciao Comandante!


"vuoto profondissimo" che Carla Nespolo* lascia e di una presidenza caratterizzata da "grande sapienza, passione, intelligenza politica e culturale nel solco pieno della grande tradizione di autorevolezza ed eredità attiva dei valori e principi della Resistenza che ha contraddistinto la nostra associazione fin dalla sua nascita". "Non dimenticheremo mai il suo affetto nei confronti di tutti noi, la sua presenza continua anche negli ultimi mesi, durissimi, della malattia. Ciao comandante".

*Carla Nespolo, 77 anni, presidente dell'Anpi nazionale. Nata a Novara il 4 marzo 1943, esponente per decenni della sinistra, senatrice e anima del Partito comunista prima e poi dei Ds. Malata da tempo, ultimamente aveva concentrato il suo impegno per  l'Anpi, che guidava dal 3 novembre 2017, prima donna e primo presidente non partigiano eletto a questa carica.
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SOLIDARIETA' A DANA

L’Anpi del chivassese, impegnata a suscitare sentimenti di fiducia e di speranza in chi crede nella necessità e nella possibilità che si affermi una diffusa presa di coscienza per la difesa e il rinnovamento della democrazia, non può non essere preoccupata e critica di fronte a forme di contrasto e repressione  del dissenso sociale e politico sui temi legati all’ambiente, ai diritti umani e alla pace.  

Dana Lauriola è stata arrestata in quanto deve scontare due anni di carcere perché nel marzo del 2012 aveva partecipato a una manifestazione non violenta con altre centinaia di persone che avevano pacificamente bloccato un casello dell’autostrada A32.

Ritiene che nei suoi confronti sia stata adottata una misura repressiva sproporzionata come di recente è capitato ad altri militanti come Nicoletta Dosio e Luca Abbà.

La sentenza rifiuta qualsiasi misura alternativa alla detenzione e la condanna è motivata dalle aggravanti di aver continuato a vivere in Val di Susa e di non aver preso le distanze dal movimento No Tav. 

La sezione Anpi Boris Bradac esprime piena solidarietà a Dana, considerando questa sentenza oggetto di sconcerto e di forti dubbi poiché “si preoccupa di tutelare prevalentemente l’ordine pubblico che di salvaguardare le garanzie di diritto presenti nel nostro ordinamento”.

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PRESENTATO SABATO 5 SETTEMBRE PRESSO IL CORTILE DEL MUNICIPIO DI CHIVASSO IL LIBRO "DI QUA E DI LA' DEL PO" A CURA DELL'ANPI E DELL'UNITRE DI CHIVASSO. DAVANTI AD UN PUBBLICO DI OLTRE 80 PERSONE, GLI AUTORI  VINICIO MILANI E BEPPE BUSSO, IL PROF. CLAUDIO BORIO ED EMANUELA TONENGO HANNO ILLUSTRATO I DOCUMENTI PRESENTI NEL VOLUME,  STAMPATO CON IL CONTRIBUTO DELL'AMMINISTRAZIONE COMUNALE, RAPPRESENTATA PER L'OCCASIONE DALLA VICESINDACO TIZIANA SIRAGUSA.