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Il Governo occupa la Rai e impegna i Sindaci per
il Sì al referendum. E' legittimo tutto questo?:
dichiarazione di Carlo Smuraglia - Presidente Nazionale ANPI
Roma, 5 Ago 2016 - Siamo in fase di vacanze, ma non ci sfugge e non può sfuggire a nessuno la gravità di alcune cose che stanno accadendo, in vista del referendum sulla riforma del Senato.
Si è compiuta, in questi giorni, la “occupazione” della RAI da parte del Governo, già avviata con la nomina di un Amministratore delegato dotato di amplissimi poteri, ed ora con la più evidente e chiara delle tante conseguenze dell’impostazione della riforma della televisione pubblica.
Sono stati cambiati quasi tutti i direttori dei telegiornali. Colpisce soprattutto la sostituzione di Bianca Berlinguer, al Tg3 (che neppure Berlusconi aveva osato toccare, rispettando almeno un minimo di pluralismo), per di più con un personaggio che ha dimostrato le sue simpatie politiche (non è lui che si dimise da una carica in RAI per protesta contro la giusta reazione  di Giannini ad un attacco piuttosto pesante del Presidente del Consiglio?).
Insomma, si vuole preparare il terreno per un tipo di informazione sui temi del referendum, che corrisponda ancora di più a quanto è già avvenuto nel primo periodo della raccolta delle firme (abbiamo già dimenticato il rapporto documentato tra le 17 ore dedicate al “SI” e il minuto dedicato al “NO”?).
Ma non basta. Leggiamo su tutta la stampa che un Ministro ha lanciato la “campagna d’estate”, impegnando i Sindaci perché si attivino nella campagna per il SI. Ci diranno che non lo ha fatto come Ministro, ma come persona; ma come si fa a distinguere, anche se ciò fosse, visto che tutti i giornali parlano dell’iniziativa del “Ministro” in questione per contattare e sollecitare i Sindaci?
E’ legittimo e politicamente corretto, tutto questo? Non dovrebbe il Governo (e non dovrebbero i Ministri) restare neutrale nella campagna referendaria? E’ vero che è lo stesso Governo che ha “creato” queste riforme e si è impegnato a fondo per farle passare, con tutti i mezzi, in Parlamento; ma la decenza imporrebbe che almeno nella campagna referendaria lasciasse decidere liberamente i cittadini, garantendo una corretta informazione, anziché cercare di influenzarli, direttamente o indirettamente, per il “SI”.
Ma i tempi sono quelli che sono; tutto questo lo abbiamo visto (e pour cause) sotto il sole di agosto, ma temo che dobbiamo aspettarci ben altro per l’ormai imminente autunno. Per parte nostra reagiremo sempre a questi tentativi di impedire la formazione di orientamenti liberi e informati; ma confidiamo che a garantire la libertà e l’indipendenza di giudizio dei cittadini intervengano anche quegli organi dello Stato cui spetta il compito, appunto, di tutelare i diritti di tutti.




Chivasso 12 giugno 2016 - Visita alla mostra esposta in occasionedel 50° anniversario del gemellaggio con la comunità parrocchiale della frazione Betlemme3 marzo 1966 – 3 marzo 2016 - Un momento della visita: con i sindaci libero Ciuffreda e  Vera Baboun (Betlemme di Palestina)
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Concluso il congresso nazionale dell'ANPI, tenutosi a Rimini dal 12 al 15 maggio. Approvato il documento nazionale e la relazione del presidente uscente Carlo Smuraglia all'unanimità. Rieletto, acclamato dall'assemblea con grande entusiasmo, il presidente nazionale Smuraglia, che ha rinnovato l'impegno della nostra associazione per la battaglia referendaria contro la riforma costituzionale e la legge elettorale.
Buon lavoro Presidente!

Delegazione piemontese al Congresso nazionale ANPI a Rimini
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  • Mercoledì sera 11 maggio a Chivasso. L'ex Magistrato Livio Pepino ha spiegato le ragioni del No ai referendum sulle riforme Costituzionali e sulla modifica alla legge elettorale. Ottima partecipazione!

  • ...e a fine serata si sono raccolte un bel po' di firme.. Attenti ai prossimi mercati di Chivasso, ci saranno banchetti di raccolta firme proprio per i referendum: uno su riforma Costituzionale e due su modifica legge elettorale
  • Vai su facebook per essere aggiornato sull'attività del Comitato NOi Cittadini per la difesa della Costituzione di cui l'Anpi di Chivasso è promotrice.
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Costituzione: perché
contrari a questa riforma


 (Patria Indipendente)

Il testo integrale del documento dei 56 costituzionalisti. No al plebiscito sul Governo. Un Senato formato da “rappresentanze locali inevitabilmente articolate in base ad appartenenze politico-partitiche”. Indebolite le Regioni




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Il neo direttivo costituirà il comitato per il referendum
popolare sul NO alla riforma del Senato e alla legge elettorale
E' questo uno dei punti ferni del congresso della sezione ANPI "Boris Bradac"

 

 

CHIVASSO. L’Anpi chivassese costituirà comitati per il referendum popolare sul No alla riforma del Senato e alla legge elettorale. È questo uno dei punti fermi del congresso dell’Anpi, sezione Boris Bradac di Chivasso, preparatorio al congresso provinciale di marzo e a quello nazionale di maggio. Si è svolto sabato 20 febbraio nella Cascina Rapella, in frazione Mandria di Chivasso, e ha visto anche la presenza del sindaco di Chivasso Libero Ciuffreda. Il presidente uscente Vinicio Milani, nella sua relazione, ha esordito denunciando la profonda crisi di credibilità della politica e il diffuso malessere in molti strati della popolazione. «In questa situazione - ha spiegato - trovano così spazio posizioni populiste, lo scontro contro tutto e contro tutti, l’incapacità voluta di discernere e scegliere». Trovano spazio di riflesso i revisionismi, i negazionismi della nostra recente storia, alzano la voce i movimenti neofascisti che ormai prolificano in tante parti del nostro Paese e in Europa.
«A lato però di un’Italia che non ci piace - ha aggiunto - ci conforta la maggioranza di un’Italia pulita, che ci dà speranza, che resiste e lavora per una società più giusta».
Milani, ha concluso affermando che «L’Anpi è una associazione legata alla memoria e ai suoi ideali, ma al tempo stesso rinnovata e adeguata ai tempi, dove occorre tener viva la memoria della Resistenza e a fare dei suoi valori un motivo permanente di confronto con la società e le istituzioni. Antifascismo, democrazia, attuazione della Costituzione sono le vie maestre che bisogna percorrere al fianco di tutti coloro che hanno a cuore questi obiettivi, indipendentemente dal loro credo politico e religioso».